Progetti

19 Gennaio 2014 – 19 Gennaio 2016

Il 19 gennaio 2014 è una data che i modenesi non potranno scordare e che rimarrà nella loro memoria e nei racconti di chi c’era per lungo tempo.

A distanza di nemmeno due anni dai devastanti terremoti che flagellarono l’area nord della provincia, quella che viene comunemente chiamata “La Bassa”, un altro evento catastrofico colpì la nostra terra.

Le incessanti piogge di quel fine settimana avevano ingrossato i corsi dei due fiumi principali della nostra provincia, il Panaro e il Secchia.

La mattina del 19 gennaio 2014, l’argine del fiume Secchia che costeggia la strada Canaletto si ruppe all’altezza della frazione di San Matteo, inondando le campagne e i paesi circostanti per un raggio di 50km.

Oltre alla frazione di San Matteo anche i comuni di Bastiglia e Bomporto furono sommersi dalle acque.

Case, aziende e campi sommersi per giorni, danni per milioni di euro e, purtroppo, anche una vittima.

La falla, che era arrivata ad una estensione massima di 80 metri, venne chiusa il 22 gennaio, cominciò il lento deflusso delle acque mentre centinaia di uomini, sia volontari che uomini della protezione civile e dei vigili del fuoco, lavoravano incessantemente per soccorrere le popolazioni colpite.

 

Per molti di noi la vita da allora cambiò e tutt’ora ci sono persone e aziende che affrontano i disagi causati da quello sciagurato evento.

La sede della nostra cooperativa è stata una delle prime a essere investita dalle acque, essendo la falla a 100 metri dai nostri terreni.

Grazie alla nostra tenacia, al supporto delle associazioni di categoria e all’aiuto fondamentale di altre cooperative modenesi e romagnole, siamo riusciti a mantenere attivi i servizi che svolgevamo e a garantire continuitàal lavoro dei nostri soci.

Dopo 9 mesi dall’accaduto lo stabile di strada Canaletto è tornato operativo, anche se abbiamo dovuto riorganizzare gli spazi e le attività.

Ripartiamo da qui, con la voglia e la determinazione che ci contraddistingue come cooperatori sociali e, soprattutto, come emiliani.

 

 

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